Denti “nuovi” in un’ora
Una soluzione mini-invasiva può offrire notevoli vantaggi operativi e un grosso risparmio di tempo.
In sole 2-3 sedute si ha una protesi ottimale- L’edentulia interessa oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo. Anche in italia, il problema esiste e non solo fra le persone più anziane: secondo l’ Organizzazione mondiale della sanità, alle persone fra i 35 e i 44 anni mancano in media 1,54 denti a testa, a quelle fra i 45 e i 65 anni ben 13,4 e agli over 65 addirittura 18,8, per un totale di 18% di persone senza uno o più denti.
L’italia, è una delle nazioni più all’avanguardia riguardo alle soluzioni per la mancanza di denti e per altri problemi dentali.
I nuovi trattamenti, che si avvalgono di tecnologie computerizzate, sono caratterizzati dalle seguenti fasi operative.
- La visita con il dentista
Il primo passo consiste nell’effettuare una visita odontoiatrica. Se esistono le indicazioni per l’intervento, lo specialista prescrive una TAC.
- L’esame può essere effettuato in qualsiasi studio di radiologia, che dovrà però attenersi alle specifiche indicazioni prescritte dal dentista.
- I dati acquisiti con la TAC sono memorizzati in un CD e, tramite il paziente o direttamente dallo studio radiologico, vengono inviati al dentista. - La preparazione di un modello 3D
Effettuata la visita iniziale e la TAC, non serve altro. Spetta, infatti, al dentista occuparsi di tutta la programmazione dell’intervento: utilizzando un nuovo programma, ricostruisce un modello tridimensionale che riproduce fedelmente l’anatomia della mascella e della protesi del paziente. Attraverso il programma specifico, il dentista può, quindi, vedere contemporaneamente la posizione dell’osso mascellare e la disposizione dei denti.
Questa caratteristica esclusiva della procedura consente al dentista di elaborare un corretto piano di trattamento implanto-protesico.
- Sovrapponendo le due immagini (quella dell’anatomia della bocca e quella della protesi) si può, infatti, stabilire esattamente dove inserire gli impianti rispetto alla futura protesi, senza “entrare in bocca al paziente”.
- Il progetto così elaborato viene inviato tramite internet all’azienda produttrice. - La costruzione della protesi L’azienda produttrice, sulla base dei dati inviati dal medico, costruisce la “mascherina guida” (che guida il dentista durante l’applicazione dell’impianto). La guida viene, quindi, spedita al dentista specializzato che tramite il suo laboratorio di fiducia costruisce la protesi. Successivamente mascherina e protesi vengono inviati al dentista.
- Il posizionamento dell’impianto A questo punto, il paziente può tornare dal dentista e risolvere il problema in un’ora. In anestesia locale, il dentista applica prima la “mascherina guida”, poi, sulla base di questa, esegue piccoli fori sulla gengiva per applicare gli impianti. Non essendoci tagli (perchè si sa già come procedere), non sono necessario punti di sutura. - L’intervento è molto rapido: la protesi è stata costruita in precedenza, quindi, a differenza di quanto avviene con i sistemi tradizionali, la si può applicare subito e con estrema precisione. Dopo l’operazione la persona non avvertirà dolore né gonfiore e potrà ritornare immediatamente alla propria occupazione e a una normale ripresa delle relazioni sociali.
- La visita con il dentista
Il primo passo consiste nell’effettuare una visita odontoiatrica. Se esistono le indicazioni per l’intervento, lo specialista prescrive una TAC.
Grazie alle più recenti tecniche di 



